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La Riforma Previdenziale: si parte!
1° Gennaio 2007: parte ufficialmente la Riforma della Previdenza.
Si avvia così quel processo che dovra' portare al progressivo riequilibrio del sistema pensionistico italiano attraverso lo sviluppo della Previdenza Integrativa.
Un percorso obbligato per buona parte dei lavoratori dipendenti ed autonomi che dovra' essere affrontato per tre fondamentali motivi:
- demografici: il progressivo sviluppo della speranza di vita unito al calo delle nascite, ha visto crescere in questi ultimi anni la percentuale di popolazione in eta' pensionabile rispetto a quella occupata.
Questo significa: per lo Stato piu' pensioni da pagare, per piu' tempo, potendo contare su un flusso minore di contributi.
- economici: le nuove modalita' di calcolo delle pensioni (sistema misto o contributivo) hanno portato ad una sensibile riduzione della quota di pensione pubblica rispetto all'ultimo reddito percepito. Una tendenza destinata a crescere ulteriormente con il passare del tempo.
Questo significa: la sola pensione pubblica sara' sempre meno in grado di garantire il tenore di vita raggiunto.
- legislativi: la Previdenza Pubblica e' stata oggetto di continue azioni di riforma da parte dei diversi Governi che si sono succeduti siano ad oggi: 1992 - Riforma Amato 1995 - Riforma Dini 1997 - Riforma Prodi 2004 - Riforma Maroni 2006 - Seconda Riforma Prodi
Questo significa: precisa volonta' del legislatore di intervenire strutturalmente sul sistema previdenziale.
Il cuore della Riforma e' rappresentato in particolare dallo sviluppo della Previdenza Integrativa. Un passo necessario per colmare, quella tendenza che vede ampliarsi nel tempo il tasso di sostituzione, ovvero la differenza tra pensione pubblica e ultimo reddito percepito.
La tabella esemplifica questa affermazione:
Fonte: Governo, Ragioneria Generale dello Stato (2004). Ipotesi base: eta' al pensionamento 60 anni; anzianita' contributiva 35 anni; tasso di variazione nominale del PIL 3% dal 2003; Inflazione 1,5% dal 2003; tasso di var. nominale retribuzione/reddito individuale PIL nominale + 0,5% dal 2003.
Ad esempio, per un dipendente ed un autonomo che andranno in pensione nel 2030, la pensione pubblica rappresentera' rispettivamente solo il 48% ed il 30% dell'ultimo reddito percepito. Una situazione che incidera' sensibilmente sul mantenimento del tenore di vita.
Cosa è possibile fare ?
La correzione di questa tendenza e' quindi affidata allo sviluppo della Previdenza Integrativa: Fondi Pensione Collettivi o Piani Individuali Pensionistici. Questo potra' avvenire:
- per i dipendenti: attraverso l'utilizzo dell'accantonamento del TFR maturando e di versamenti aggiuntivi effettuati dal dipendente e dal datore di lavoro;
- per i lavoratori autonomi: attraverso versamenti volontari in prodotti di previdenza individuale.
Il Fondo Pensione Aperto Soluzione Previdente e' una forma di risparmio previdenziale finalizzata alla costruzione di una pensione complementare a quella pubblica che permetta di affrontare il futuro, proprio e della famiglia, con maggiore serenita'.
FPA Soluzione Previdente e' dedicato a tutti i lavoratori che possono parteciparvi attraverso versamenti volontari e, se previsti, del datore di lavoro.
Oltre che per ai lavoratori dipendenti, Soluzione Previdente si rivolge anche a liberi professionisti, lavoratori autonomi, parasubordinati, familiari a carico, titolari di redditi diversi.
FPA Soluzione Previdente consente inoltre di avvalersi di tutte le agevolazioni previste dalla normativa in tema di prodotti di previdenza integrativa.
In particolare e' prevista la :
1. deducibilita' dei versamenti effettuati sino al massimo di 5.164,57 €;
2. tassazione agevolata dei rendimenti maturati: l'11% invece del 12,5% di altre forme di investimento;
3. impignorabilita' e insequestrabilita';
4. imposizione fiscale scontata e decrescente al momento del godimento della pensione integrativa (tassazione max. 15% fino a un min. del 9%);
5. possibilita' di anticipazioni sul capitale maturato (spese sanitarie, acquisto e ristrutturazione prima casa), fino alla possibilita' di riscatto totale del capitale in caso di perdita del lavoro.
FPA Soluzione Previdente prevede tre linee di investimento, diversificate in funzione della durata attesa del periodo lavorativo e della propria propensione al rischio:
- Soluzione Previdente - Linea 1.
E' la soluzione dedicata a chi ha una contenuta propensione al rischio e, comunque, per coloro che desiderano consolidare il proprio capitale essendo oramai prossima la data di pensionamento. La politica d'investimento e' infatti esclusivamente orientata verso titoli di debito quali Titoli di Stato ed obbligazioni di ogni tipo, sia pubbliche sia private.
- Soluzione Previdente - Linea 2.
E' la soluzione dedicata a coloro che desiderano puntare sulla rivalutazione del capitale investito nel medio termine essendo nel pieno dell'attivita' lavorativa. La politica di investimento mira a perseguire nel medio/lungo termine una struttura di portafoglio mista attraverso la combinazione di investimenti obbligazionari ed azionari che, comunque, non potranno eccedere il 40% del portafoglio complessivo.
- Soluzione Previdente - Linea 3.
E' la soluzione dedicata a coloro che desiderano puntare sulla rivalutazione del capitale investito nel lungo termine, avendo come prospettiva un periodo lavorativo ancora lungo. La politica di investimento mira a perseguire nel lungo periodo un incremento del capitale attraverso la combinazione di investimenti azionari ed obbligazionari che, comunque, non potranno eccedere il 70% del portafoglio investito.
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